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Bologna brucia le brutture del 2025: il significato della tradizione del Vecchione

Bologna, 30 gennaio 2025 – Eccolo il Gremlin oviparo che darà l’addio al 2025 con tutte le sue brutture e il benvenuto a un 2026 purificato delle cose brutte che ciascuno di noi vuole lasciarsi alle spalle. Prende forma il Vecchione che brucerà in piazza Maggiore a Bologna, come da antica tradizione, a mezzanotte precisa. 

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Cos’è il Vecchione che saluta il 2026

Il Gremlin oviparo di Dem è caratterizzato da grandi orecchie da pipistrello e da un busto-nido che racchiude un uovo rosso, a evocare il male in gestazione, tra umano e disumano.

Come ormai da parecchi anni, a realizzare il Vecchione (il Vciån) è stato chiamato un artista. Vecchione Gremlin oviparo – “simbolo contro il male delle guerre e della negatività collettiva” – è stato realizzato da Dem, al secolo Marco Barbieri, artista poliedrico che spazia dalla land art alla wall painting. Originario di Codogno, Dem ha molto frequentato Bologna negli anni Novanta e inizio Duemila, quando era molto attivo nella street art.

“Alla base del Gremlin Oviparo c’è l’esigenza di legare il Vecchione al tema della guerra. Al di là dell’anno terribile che abbiamo vissuto, volevo portare l’attenzione sul male che ci portiamo dentro: è il primo che va estirpato”, ha spiegato lo stesso artista.

Prende il nome dai gremlin del folklore aeronautico della seconda guerra mondiale, creature a cui venivano attribuiti malfunzionamenti misteriosi degli aerei, oggi è utilizzata come riferimento simbolico al male generato dai conflitti contemporanei.

Massimo 9mila persone in Maggiore

Per motivi di sicurezza, in piazza potranno stare al massimo 9mila persone. L’accesso sarà consentito: chi arriva prima ha più possibilità di garantirsi l’accesso. La festa inizia alle 22 circa, gli accessi apriranno dalle 21,30 con controlli ai due ingressi di piazza Nettuno e via dell’Archiginnasio. L’ingresso riservato alle persone disabili da via IV Novembre.

A chi entra viene consegnato un coupon da restituire in caso di uscita, in modo da avere in piazza sempre il numero massimo consentito di presenze. Le uscite sono 4: si può uscire anche da via IV Novembre e piazza Re Enzo.

Non solo rogo: anche tanta musica ALLESTIMENTO VECCHIONE IN PIAZZA MAGGIORE

Prima e dopo la fine del rogo, la serata trasformerà poi il Crescentone in un dancefloor, animato dai DJ set di La Funky, con i suoi ritmi global beats, e di Bassi Maestro, che dopo la mezzanotte guiderà la festa con una selezione di classici funk, disco e hip hop. Il rito fonde così l’antica tradizione rurale dei falò con una moderna celebrazione musicale urbana per accogliere il nuovo anno.

Perché il Vecchione?

Quella del Vecchione è una tradizione molto antica. Come ricorda Bologna Cultura, il vecchione nell’Ottocento veniva bruciato nel periodo di Carnevale, mentre la tradizione del rogo allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre risale al 1922 o al 1923, quando viene bruciato per la prima volta in piazza Maggiore, nella notte di San Silvestro, un Vecchione, che rappresenta l’anno appena trascorso. C’è stato, purtroppo un anno di stop a causa della pandemia: nel 2020 nessun Vecchione venne bruciato in piazza. 

E quando è una Vecchiona?

Negli anni bisestili, come è stato il 2024, il fantoccio dato alle fiamme ha fatture femminili: l’anno scorso ad accompagnare il capodanno dei bolognesi e dei tanti turisti arrivati in città fu ‘Mercurio, la fenice’ ideato da Fumettibrutti, nome d’arte di Yole Signorelli. 

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