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Chiude dopo 48 anni la storica birreria del Pratello: Bologna perde un altro pezzo di storia

Bologna, 7 gennaio 2026 – Un altro pezzo di storia del centro di Bologna se ne va. La Birreria del Pratello, di proprietà della famiglia Rocca, ha chiuso le porte per sempre, i muri sono stati venduti a un nuovo proprietario. Era stata aperta in via del Pratello 24/a nel 1977 da Piero Rocca e poi 20 anni fa la gestione era continuata col figlio Andrea, che però, proprio ora, con un post sui social saluta la clientela e gli amici scrivendo di essere alla ricerca di una nuova sede per riaprire al più presto. 

L’acquirente che le riaprirà a primavera è la Frasca, che ha già due punti in via Andrea Costa e in vicolo Ranocchi. La Birreria del Pratello è stata la prima a portare a Bologna tante marche alla spina, quando di birrerie non ne esistevano. Poi ha fatto scuola, anche grazie al suo arredamento tipico, ricco di dettagli quali i bicchieri ricercati, gli specchi, collezioni di cavatappi e immaginario brassicolo vintage. “I tempi sono molto cambiati – ammette Andrea Rocca – gli anni del Covid ci hanno piegati e la crisi che si respira anche in città, segnando un momento difficile per il settore, ci ha costretti a vendere”. E poi: “Sono comunque, fiducioso, riaprirò entro qualche mese sempre in zona Pratello”.

Chiude il Caffè del Borgo: “Un pezzo di storia”48 anni fa l’idea meravigliosa di Piero Rocca

La Birreria del Pratello, con la sua insegna al neon inconfondibile, di primati ne ha avuti tanti. A cominciare da chi la fondò, ovvero Piero Rocca, che negli anni Settanta era tra i pochi bolognesi a frequentare l’Oktoberfest di Monaco. Da lì e dai suoi viaggi in Belgio arriva l’ispirazione di aprire la prima birreria bolognese in un momento storico in cui a dettare legge in Pratello erano le osterie e la bevanda più amata, il vino.

Lo stile unico dello storico locale nella via della movida

Un locale molto grande, il più grande del Pratello, coi suoi 250 metri quadrati su due piani, la Birreria del Pratello ha avuto subito uno stile che poi ha fatto scuola in città. I tavoli e le panche in legno, la collezione di bicchieri che sono anche arredamento (circa 600) e i boccali storici, poi gli specchi con le marche delle birre che venivano regalate dalle aziende produttrici. “Negli anni Ottanta le case produttrici, i birrai insomma, erano davvero generosi” racconta Andrea Rocca.

Com’era il Pratello negli anni Settanta

Uno si immagina che la movida del Pratello sia sempre esistita e invece, ricorda Andrea Rocca, quando suo padre aprì, ci saranno stati al massimo 10 locali nella caratteristica via. Inoltre erano i tempi delle rivolte studentesche, delle osterie, un mood totalmente diverso. Quando arrivarono gli anni Ottanta, il ritmo dell’antica via cambiò, fu boom economico che proseguì anche negli anni Novanta, quando Andrea prese le redini del locale. “Oggi – sospira – ci sono tanti street food, la concorrenza è alta, difficile andare avanti”.

Nuova avventura per la Birreria e la proprietà in Pratello

Andrea Rocca, 50 anni, di cui 20 passati dietro il bancone, lascia questa postazione ma tornerà presto in una delle vie limitrofe al Pratello, con una birreria più piccola che si chiamerà sempre Birreria del Pratello e manterrà tutta l’oggettistica cult.

Negli storici locali arriva l’altrettanto storica Frasca

Ad acquisire i muri di via Pratello 24/A è la Frasca, con già l’Osteria in via Andrea Costa, La Frasca al Vicolo in via de’ Ranocchi. Qui aprirà in tarda primavera, dopo un po’ di lavori interni, La Frasca al Pratello, cercando di mantenere, come spiega il nuovo titolare Marco Migliori, la stessa atmosfera della storica attività e aggiungendo la ristorazione.

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